Video: che cos'è l'INCI?

Di un prodotto cosmetico, più la stesura è morbida e più ci piace e più ci convinciamo che il prodotto ci stia facendo bene. Ma è proprio così? Cosa c'è davvero nei prodotti cosmetici? Lo scopriamo grazie all'INCI!




[Transcript del video.]

Bentornati al canale youtube di Seticrei.

Oggi, come promesso, vi parlerò di quell'indecifrabile lingua dal nome INCI.

Innanzitutto: che cosa è l'INCI? È International Nomenclature of Cosmetic Ingredients: per dirla in maniera molto semplice non è altro che la ricetta di un prodotto cosmetico.

Prima però di iniziare a parlare dell'INCI vorrei soffermarmi su due aspetti molto importanti.

Il primo è che tutto - e ribadisco tutto - ciò che utilizziamo a livello epidermico entra in circolo nel nostro corpo, e a dimostrazione di questo vi porterò due esempi: i cerotti che vengono utilizzati per curare i dolori muscolari, i cerotti ormonali... nonostante siano applicati sull'epidermide la loro funzione arriva fino all'interno del nostro corpo.

Il secondo aspetto - non per importanza - è la definizione di prodotto cosmetico che viene data dall articolo 2 del regolamento europeo 1223 del 2009 entrato in vigore a luglio 2013, sul quale voglio che vi soffermiate.

L'articolo dice che per prodotto cosmetico intende qualsiasi sostanza o miscela di sostanze destinate ad essere applicata sulla superficie esterna del corpo allo scopo esclusivo o prevalente di pulire, profumare, modificare l'aspetto, proteggere, mantenere in buono stato di salute, correggere gli odori corporei.

Alla luce di questi due aspetti iniziate a capire quale ruolo di straordinaria importanza abbia per il consumatore leggere ma soprattutto cercare di interpretare l'INCI?

Solo dal 27 novembre 1997 è entrato in vigore l'obbligo, per tutte le aziende produttrici di prodotti cosmetici, di indicare nell'etichetta in ordine decrescente di concentrazione gli ingredienti utilizzati per la formulazione del prodotto cosmetico stesso. Al di sotto dell'uno per cento invece gli ingredienti possono ancora essere elencati in ordine sparso.

Nonostante questo sono ancora molto poche le persone che leggono l'INCI, e pochissime che lo capiscono.

Non capendolo si rischia di utilizzare prodotti cosmetici con sostanze a cui si è allrgici oppure, come succedeva spesso a me, di utilizzare prodotti cosmetici propedeutici per un problema e di vedere il mio problema peggiorare, senza darmi una reale spiegazione.

Ecco perché Seticrei ha deciso di tradurre sul sito internet in italiano tutti gli INCI dei prodotti cosmetici e di spiegare che cosa ogni singolo ingrediente fa a livello epidermico.

Ma sappiamo benissimo che la scelta di un prodotto cosmetico non sempre avviene dopo aver analizzato l'INCI. Anzi molto spesso si è catturati dal claim di un prodotto e cioè da ciò che promette, dalla sua profumazione - per altro una delle maggiori cause di energia -, dalla sua texture, da chi lo pubblicizza e solo in ultimo, qualora si manifesti un problema o si abbia una particolare problematica, allora entra in gioco l'INCI.

Negli ultimi anni l'INCI e spesso sotto la lente d'ingrandimento. La motivazione principale è sicuramente il fatto che, nonostante non ci siano studi scientifici a supporto, molte delle sostanze utilizzate per la formulazione di prodotti cosmetici hanno scatenato molteplici reazioni o problematiche epidermiche.

Io nel corso di questi vent'anni uno stilato una lista di ingredienti che, in base alla mia pluriennale esperienza, hanno dato a me, e moltissime altre persone, una serie di problematiche.

E quali sono questi ingredienti?

Sto parlando dei PARABENI, BHT/BHA, SILICONI/PARAFFINE/MINERAIL OIL / PEG, SLS / SLES...

Iniziamo però ad analizzarne uno alla volta: portiamo dai parabeni.

Sapete cosa sono i parabeni? I parabeni sono conservanti che sono stati largamente utilizzati nell'ambito cosmetico per due ragioni: la prima per il basso costo e la seconda perché permettevano di conservare il cosmetico oltre i 12 mesi.

E come mai negli ultimi anni l'assenza di questa sostanza, che dovrebbe semplicemente conservare, è diventato il cavallo di battaglia di tanti prodotti cosmetici?

La spiegazione è molto semplice: uno studio condotto dalla dottoressa Dabre e da un team di ricercatori dell'università di Reading ha scoperto la presenza di parabeni nel tessuto mammario di 18 su 20 pazienti che soffrivano di tumore al senso. Secondo la dottoressa Dabre, la presenza dei parabeni nel tessuto cancerogeno della mammella è un fatto da non sottovalutare poiché è stato dimostrato come i parabeni possano minare l'azione degli estrogeni, ormoni che se assunti in quantità di rilievo potrebbero favorire processi di neoplastici.

Ora vi apparirà un'immagine con i nomi che troviamo nell'INCI per identificare i parabeni.

BHT/BHA: che cosa sono? Sono dei conservanti di sintesi utilizzati in cosmesi ma anche negli alimenti per il loro basso costo. Lo sapete che il loro utilizzo è stato vietato in alcuni paesi? Secondo alcuni studi infatti queste sostanze possono causare irritazioni agli occhi, alla pelle, alle mucose, e sono stati riconosciuti come potenziali interferenti endocrini in grado di interferire con il nostro sistema ormonale, con il rischio di alterarne il normale funzionamento.

Pensate addirittura che il BHA e nella lista AIRC tra le sostanze riconosciute come possibili cancerogeni.

BHA e BHT sono inoltre ritenute sostanze tossiche per l'ambiente marino.

Ora vi apparirà un'immagine con i nomi che troviamo nell'INCI per identificare BHA e BHT: SILICONI / PARAFFINE / MINERAIL OIL / PEG sono sostanze di derivazione chimica ottenute dalla raffinazione del petrolio.

Avete capito bene: ho proprio parlato di petrolio. E che cosa ci fanno delle sostanze che derivano dal petrolio in un prodotto cosmetico destinato a migliorare l'aspetto della pelle? Sono inserite nella stragrande maggioranza dei prodotti cosmetici in quanto noi da sempre siamo abituati a quella che viene chiamata "piacevolezza cosmetica" e cioè: quando utilizziamo un prodotto cosmetico, più la sua stesura è morbida e più ci piace e più ci convinciamo che il prodotto ci stia facendo bene.

Il problema è che questa piacevolezza è semplicemente tattile, dovuta a queste sostanze che formano una pellicola assolutamente trasparente che non permette all'epidermide di respirare, creando quindi una serie di problematiche quali puntini sottopelle, aumento dei foruncoli, prurito sensazione di secchezza, chiazze rosse, maggiore untuosità.

Ora vi apparirà un'immagine con nomi che troviamo nell'INCI per identificare i siliconi, le paraffine, mineral oil e peg.

SLS/SLES sono dei tensoattivi anionici e cioè con carica negativa largamente utilizzati nei prodotti di detergenza viso e corpo, in quanto poco costosi e perché fanno tanta schiuma, quella che piace a noi: perché possono essere così dannosi per la nostra pelle?

Il loro ruolo dovrebbe essere solo quello di scogliere lo sporco e il farlo scivolare via con l'acqua. Quando sono di derivazione chimica risultano più aggressivi e rischiano di alterare il PH fisiologico, unica difesa immunitaria della pelle.

E pensate che la nostra pelle per tornare nel suo normale PH fisiologico ci mette 12 ore, e noi probabilmente prima delle 12 ore abbiamo già effettuato una seconda detersione.

Quindi vedete come una semplice detersione, che è il gesto più importante per tutte le tipologie epidermiche, può rivelarsi compromettente per il benessere della nostra salute.

E come ci accorgiamo di avere alterato il PH fisiologico? Perché subito dopo la detersione la sentiamo tirare, e ne sono certa che vi sarà successo tantissime volte.

Ora vi apparirà un immagine con i nomi che troviamo nell'INCI per identificare SLS / SLES.

Starete forse pensando che sta esagerando, che non c'è nulla di scientifico a supporto di quello che sto dicendo, ma credetemi che ogni giorno nelle consulenze personalizzate che faccio, incontro persone che lamentano innumerevoli problematiche legate all'utilizzo di semplici prodotti cosmetici.

Anche perché quante volte in una giornata utilizziamo i cosmetici due, forse tre, e ripetere questo per mesi, anni... pensate veramente che non possa crearci mai nessun problema?

Alla luce di tutto quello che vi ho detto mi sorge spontanea farvi una domanda: credete che un prodotto cosmetico che contiene anche solo uno degli ingredienti di cui vi ho parlato possa rispondere ai requisiti previsti dall'articolo 2 per essere definito tale?

Lascio a voi questa riflessione.

Ma l'analisi dell'INCI non è l'unica discriminante che ci deve far decidere sulla qualità di un prodotto cosmetico. Per farmi capire ciò che vi ho appena detto vi faccio un esempio in ambito alimentare. Vi sarà sicuramente successo di seguire alla lettera una ricetta che vi ha dato una vostra amica e di restare delusi del risultato. E sapete perché succede questo? Perché per il risultato finale non basta la lista degli ingredienti, ma entrano in gioco la qualità delle materie prime usate.

La stessa identica cosa succede anche in ambito cosmetico: spesso mi viene chiesto come mai a parità di INCI due prodotti cosmetici hanno prezzi differenti.

Ecco qui che entrano in gioco due componenti: innanzitutto la purezza degli attivi contenuti all'interno del prodotto cosmetico, e subito dopo la percentuale di attivo contenuto.

Ora vi apparirà un'immagine esaustiva di ciò che vi sto dicendo: come potete vedere a parità di INCI, modificando la percentuale di acqua, cambia completamente il prodotto ma a noi, apparentemente, sembra uguale.

Prima di salutarvi, vi lascio questo compito a casa: dopo aver ascoltato questa puntata il consiglio e analizzare l'INCI dei prodotti cosmetici che state utilizzando, e vedrete che vi si aprirà un mondo esattamente come è successo a me più di vent'anni fa.

Alla prossima!




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